La Procura concede la sospensiva antiusura ad un associato dello Sportello

Il lavoro dello Sportello delle criticità bancarie e tributarie va avanti inesorabilmente e nei giorni scorsi è stato ottenuto un risultato importantissimo per un piccolo imprenditore vittoriese, nostro associato, che ha denunciato penalmente per usura un noto istituto di Credito.

Il sostituto Procuratore della Repubblica, Dott. Gaetano Scollo ha disposto la sospensione, ai sensi della Legge 44 del 1999, degli adempimenti amministrativi e del pagamento dei ratei, interessi e competenze di un rapporto bancario con un altro istituto di credito per 300 giorni, nonché la proroga dei termini di scadenza di tutti gli adempimenti fiscali per la durata di tre anni.   

Il Sostituto Procuratore ritenendo degna di tutela la posizione del querelante ha concesso il provvedimento di sospensiva previsto dalla L. 44/99.

Speriamo che a breve si possa celebrare il processo penale, nel quale lo Sportello si costituirà parte civile.

Senza grossi clamori mediatici e con la costanza di un lavoro sociale nel territorio, stiamo dimostrando che questo territorio e il suo tessuto sociale può essere tutelato nelle opportune sedi giudiziarie dalle vessazioni bancarie

Avv. Davide Guastella, responsabile organizzativo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie

 

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BAPR e il disagio degli azionisti

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Negli ultimi mesi le Banche sono state al centro delle cronache nazionali per la notoria crisi economica, il nuovo scenario normativo del c.d. bail in e alcuni disastri ai danni dei risparmiatori combinati da un paio di esse.

In questa situazione di estrema incertezza, purtroppo, anche Istituti storicamente più solidi si sono trovati in difficoltà.

Le piccole banche a dimensione territoriale vivono la non economicità della propria attività, con costi di gestione elevati e non competitivi con i grandi gruppi e margini di interesse che si riducono vista anche la politica monetaria europea.

Sono aumentate le c.d. “sofferenze bancarie” e paradossalmente la montagna di liquidità immessa dalla BCE non può essere riversata nel circuito dell’economia reale.

In passato, tanti Istituti si sono finanziati facendo leva sui principi del mutualismo e hanno collocato tra il pubblico strumenti finanziari emessi da loro stessi (azioni, obbligazioni subordinate e non) non quotati in mercati regolamentati.

Il rapporto stretto con il territorio ha permesso di ricevere tanta fiducia dai cittadini/risparmiatori, che vedevano la presenza dell’Istituto in funzione di garanzia del loro investimento, portandoli, talvolta, a sorvolare sul rischio connesso all’acquisto di strumenti finanziari.

A fronte di un quadro molto incerto molti risparmiatori, visti anche gli accadimenti di cronaca, si sono chiesti se fosse ancora il caso di dare fiducia al settore bancario finanziandone direttamente l’attività nella posizione di soci o obbligazionisti degli istituti stessi.

Stiamo seguendo da alcuni mesi la situazione di alcuni nostri associati che sono azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

L’azione ordinaria BAPR (strumento finanziario emesso dalla stessa BAPR e non quotato in mercato regolamentato) in passato veniva ricollocata in pochi giorni lavorativi, consentendo la restituzione pressoché immediata del controvalore in denaro all’azionista.

Oggi, però, lo strumento vive una crisi strutturale (per le procedure) e di liquidità.

Diversi azionisti hanno deciso negli ultimi mesi di vendere tali strumenti finanziari, in virtù dello scenario prima descritto o anche solo per la necessità di liquidità, e si sono confrontati con una situazione che non immaginavano.

La B.A.P.R. non può acquistare direttamente le proprie azioni avendo esaurito le riserve di bilancio dedicate e nel mercato secondario (non regolamentato) non vi è una congrua domanda di acquisto che soddisfi quella di vendita.

L’assemblea straordinaria degli azionisti tenutasi il 26 giugno a Ragusa è stata un occasione di confronto tra i vertici della Banca e gli stessi azionisti.

Mentre i vertici della Banca hanno dipinto una situazione normale, le problematiche sono tante e vengono vissute con forte disagio dagli azionisti.

In primo luogo la una procedura imposta agli azionisti per la vendita degli strumenti finanziari appare poco rispettosa per gli azionisti che hanno finanziato la Banca e soprattutto del tutto inadeguata nel nuovo contesto che si è creato.

Le principali criticità sono essenzialmente:

1. la necessità di reiterare con la presenza  allo sportello ogni primo del mese la richiesta di vendita che è comunque limitata a n. 200 azioni per persona;

2. il criterio esclusivamente cronologico di tale procedura, che ha comportato ad esempio il I di luglio file già dalla notte davanti alle agenzie per essere i primi a protocollare la richiesta e tensioni tra gli azionisti e i funzionari delle filiali;

3. la mancanza di indicazioni su eventuali iniziative straordinarie per fronteggiare tale situazione e che potrebbero tradursi nell’utilizzo delle riserve patrimoniali per il riacquisto di azioni proprie. Eventuali azioni di questa portata vanno naturalmente autorizzate da tutti gli organi di vigilanza, Banca d’Italia in primis.

Come Sportello delle Criticità bancarie e tributarie abbiamo deciso di mettere in piedi un punto di ascolto degli azionisti BAPR e monitoriamo attentamente la situazione.
Vogliamo creare una rete di contatto con gli azionisti, che porti a proposte concrete per affrontare la vicenda e pretendere chiarezza e trasparenza dai vertici di BAPR.

Lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie ha la sua sede operativa nel territorio di Ragusa, nella città di Vittoria, in via Principe Umberto n. 160.

 

il nostro contatto mail è sportellocontribuente@gmail.com

siamo anche su facebook: Sportello delle criticità bancarie e tributarie 

Liberiamo la Città dall’Usura

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 Liberiamo la Città dall’Usura

Lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie di Vittoria svolge la propria attività oramai da anni ed è un osservatore attento di quelle che sono le principali problematiche economiche e di accesso al credito per il tessuto economico di questa Città, ossia la piccola e media impresa, agricola ed artigiana.

Per decenni tanti Istituti di credito hanno lucrato in maniera consistente e tantissime volte illegittimamente sulle nostre imprese, anatocismo ed usura nei conti corrente sono troppo spesso una costante.

Oggi le scelte manageriali sono di chiusura degli sportelli, di rientro delle posizioni di affidamento e di trasformazione degli stessi istituti in erogatori di servizi finanziari. Il tutto unito alla drammatica crisi economica che ha travolto la nostra Città rende la situazione davvero critica, con centinaia di esecuzioni immobiliari in corso.

Un’Amministrazione Comunale deve porsi l’obiettivo di garantire un riequilibrio delle posizioni, sostenere i cittadini in difficoltà economica e che stanno subendo esecuzioni con gli strumenti che la Legge mette a disposizione, ma che ai più sono sconosciuti.

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Il ruolo dello Sportello è fondamentale, con le competenze acquisite si sono ottenuti importanti risultati, sia in sede giudiziale che stragiudiziale.

Per questa ragione intendiamo sottoporre ai Candidati Sindaco queste semplici ma fondamentali proposte amministrative:

  1. Costituzione dell’ente di composizione della crisi (Legge 3/2012 cd Legge salva suicidi) a livello comunale, per permettere la gestione delle crisi di sovraindebitamento e accedere alle procedure previste dalla Legge per bloccare anche le azioni esecutive.

  2. Farsi promotori della costituzione di un osservatorio permanente presso la Prefettura di Ragusa che si riunisca a cadenza mensile o bimestrale per attenzionare tutte le problematiche inerenti alle vessazioni bancarie nei casi concreti che si presenteranno all’attenzione del Comune, con particolar riferimento agli aspetti di maggior allarme sociale, quali ad esempio l’usura.

L’Osservatorio dovrà realizzare una mappatura dell’entità e della configurazione concreta delle vessazioni bancarie e anche dei reati che possano configurarsi nel territorio, attraverso la raccolta di dati da effettuarsi presso il Tribunale di Ragusa.

Individuazione delle principali problematiche di accesso alla Giustizia nei casi di vessazioni bancarie nel territorio ragusano.

  1. L’osservatorio e il Comune dovranno compulsare le Istituzioni, Prefettura, Magistratura Penale e Banca d’Italia ad intervenire quando siano appurate gravi violazioni da parte degli istituti di Credito.

  2. Costituzione di parte civile del Comune in tutti i processi penali che riguardino l’usura BANCARIA.

  3. Costituzione di un fondo di prima emergenza, per i cittadini e le imprese che non possono affrontare le spese di accesso alla Giustizia, attingendo anche ai fondi previsti dalla normativa antiusura L. 44/1999.

  4. Creazione di un numero verde, per la prima gestione e trattazione delle problematiche di aziende e famiglie, che spesso per vergogna non si aprono a ricercare una soluzione al sovraindebitamento.

  5. promozione di incontri formativi con imprese e cittadini per sensibilizzare sui diritti nei rapporti con gli istituti di credito.

Il Presidente Giovanni Traina

Il responsabile organizzativo Dott. Davide Guastella

ECCO COME UNA BANCA PRATICA TASSI D’INTERESSE DEL 69,78%

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Pochi giorni fa si è rivolta allo Sportello un’azienda vittoriese, che ha da circa 13 anni un rapporto con affidamento con una Banca, che oggi chiede il rientro.

La nostra professionalità ci impone di verificare i rapporti bancari prima di iniziare una qualsiasi attività di consiglio e supporto all’azienda.

Quello che fuoriusce dall’analisi dei conti corrente è sconcertante, ed è giusto che l’opinione pubblica vittoriese sia informata di quello che quotidianamente riscontriamo nelle nostre analisi.

Vi mostriamo lo scalare di un estratto conto (I 2008), in cui la Banca ha addebitato 55,07 euro per interessi, 167,85 euro di Commissione di Massimo Scoperto e 73,51 euro di spese.

Una spiacevole prassi bancaria è quella di nascondere dagli scalari trimestrali le spese connesse all’erogazione del credito e ad esempio in costanza di questo rapporto bancario, la Banca ha puntualmente ogni mese addebitato un “canone di gestione conto corrente”, che vi mostriamo in foto, sotto lo scalare.

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L’art. 644 IV co CODICE PENALE è chiarissimo “Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.

Applicando la normativa antiusura viene fuori che in questo trimestre la Banca ha applicato un tasso effettivo globale del 69,78%, che è tasso oltre la soglia d’usura.

Occorre creare una forte opinione pubblica a riguardo e pretendere l’intervento delle Istituzioni, perché tutto ciò non è tollerabile.

Risposte concrete per il territorio

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L’attività dello Sportello delle criticità bancarie e tributarie va avanti in maniera costante.
Nei primi quattro mesi del 2016 abbiamo avuto 150 visite di cittadini, con le più svariate esigenze o richieste.

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Chi conosce il modus operandi dello Sportello sa che noi partiamo da un ragionamento basilare (ma non scontato), se la Banca / finanziaria ci ha prestato delle somme noi le dobbiamo restituire. Certamente quando ci sono anomalie andremo a discutere con questi enti sui tassi d’interesse e sulle modalità che dovranno essere rispettose della dignità umana.

La settimana scorsa siamo riusciti a dare una risposta seria e concreta a due nostri associati.

Queste due persone si sono rivolte a noi perché in difficoltà nei pagamenti delle rate di alcune finanziarie, dopo aver analizzato la loro posizione debitoria, abbiamo individuato alcune anomalie che ci hanno permesso di andare a trattare stragiudizialmente con gli istituti.

Ecco quello che abbiamo ottenuto:

primo finanziamento, allungato l’ammortamento del finanziamento di ben sette anni con una rata più leggera ed ottenuto un tasso complessivo del 3,90% a fronte di un tasso iniziale del 9,40%, facendo risparmiare ben 3.131,00 nonostante un allungamento di 7 anni.

secondo finanziamento, allungato l’ammortamento del finanziamento di ben dieci anni (dal 2018 al 2028) e ottenuto un tasso complessivo dell’1,58% a fronte di un tasso iniziale del 13,55%, facendo risparmiare ben 8.264,00 nonostante un allungamento di 10 anni.

Riuscire a dare risposte è la più grossa soddisfazione per lo Sportello.

Grande vittoria per lo Sportello contro l’USURA Bancaria

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ENNESIMA VITTORIA PER LO SPORTELLO DELLE CRITICITA’ BANCARIE E TRIBUTARIE CONTRO L’USURA BANCARIA!

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Contro le Banche si può vincere anche a Vittoria, la competenza che abbiamo elaborato ci sta regalando grandi soddisfazioni.
Circa un anno fa si è rivolta a noi una nota e storica azienda di Vittoria, che da un giorno all’altro si è vista richiedere il rientro della scopertura di conto corrente di qualche decina di migliaia di euro.
La Banca aveva proposto un finanziamento chirografario per estinguere la posizione debitoria e la ditta, suo malgrado, era pronta ad accettare, un rientro con tassi di interesse molto onerosi.
La filiale, però, poco prima di firmare il finanziamento richiedeva un CAMBIALE IN BIANCO firmata e avallata da tutti i soci.
L’insolita richiesta allarmava l’azienda che si rivolgeva allo Sportello.

Da un’attenta analisi degli estratti conto si è appurato che su 64 trimestri analizzati in ben 39 la Banca aveva applicato oneri oltre il tasso soglia d’USURA. Dato che certamente poteva essere anche superiore tenuto conto che in ben 14 trimestri, la ditta aveva lavorato con il conto in attivo.

La ditta preso atto che il saldo debitorio del conto corrente era del tutto inesistente decideva, pertanto, di non sottoscrivere il finanziamento né di rilasciare la cambiale e a distanza di un anno e di decine di comunicazioni scritte tra i nostri legali e la Banca si è giunti ad un accordo transattivo (ossia senza alcuna causa civile) che ha portato ALL’AZZERAMENTO DEL SALDO DEL CONTO CORRENTE.

Il fenomeno dell’usura bancaria può essere combattuto solo con le giuste professionalità che hanno a cuore le sorti dell’imprenditoria vittoriese.

Senza urlare e strepitare lo Sportello continua nella sua azione!

L’usura di due specie: Privata e Pubblica.

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Io voglio prendere spunto dalla parola usura. Ebbene dico subito che l’usura può essere di due specie: quella che riguarda il soggetto privato, lo “strozzino”, che presta soldi ad usura e che fa pagare ai suoi clienti tassi altissimi e quella che riguarda il sistema pubblico degli istituti di credito e delle finanziarie.

Per anni, per decenni abbiamo sempre creduto che le banche, anzi i conteggi delle banche per il calcolo degli interessi fossero sempre esatti e immuni da qualsiasi errore. Abbiamo sempre creduto che quanto preteso dalle banche fosse esatto e legale e abbiamo, anzi hanno, i ns. padri nutrito una vera devozione quasi sacrale verso quell’Istituto che assecondava i bisogni della propria azienda e collaborava alla crescita del tessuto socio-economico del territorio. Quindi i loro conteggi erano esatti e legali. Ma da un po’ di tempo a questa parte abbiamo assistito ad una richiesta più incessante e crescente, sempre più onerosa e abbiamo incominciato a sospettare che quei conteggi non fosSero esatti ed immuni da errori. C’è voluta addirittura una legge la 108 nel 1996 a fare un po, di chiarezza e a delineare il limite oltre il quale gli interessi fossero sempre usurari. Alcuni, fra coloro che sospettavano questo sforamento “usurario” hanno iniziato a sommare quanto la banca pretendeva nel gestire un rapporto e hanno scoperto che il tasso d’interesse, sommato alla commissione di massimo scoperto, ad altre spese arbitrariamente pretese e non ultimo l’anatocismo, un inesorabile moltiplicatore degli interessi sugli interessi, conduceva ad un esborso per “interessi” davvero esorbitante, nonché usurario.

Le banche nei prestiti o scoperture di c/c applicano come abbiamo detto un tasso d’interesse espresso in una percentuale annuale. Questo tasso non è uniforme. Al nord, si sconta un tasso d’interesse che è diverso dal sud. Il sud paga un tasso almeno di 3-4 punti più alto del Nord. Al sud, in Sicilia paghiamo un tasso d’interesse più alto di quello della Puglia e della Campania, perché si dice che al sud il rischio delle insolvenze è maggiore che altrove. Ci si nasconde dietro un dito perché le insolvenze (l’effetto) nascono a causa del tasso che è più alto. Tolta la causa si toglie l’effetto (diminuiscono le insolvenze).

Abbiamo detto che l’usura bancaria si nutre di piccola usura ma di una vasta clientela. Basti pensare che in Italia vi sono circa 84 milioni di c/c, sono dati non aggiornati che si riferiscono al 2013. Capite bene che un aumento di 10 Euro per c/c comporta un introito di 8.4 miliardi di Euro per le tre banche che da sole hanno il 54% dì azioni della banca d’Italia. Stiamo parlando di una fetta considerevole di introito annuale. Senza dire che un conto corrente il Italia costa in media 100 euro in più che nel resto degli altri paesi dell’eurozona.

Nel ns. territorio stiamo a vivendo un momento eccezionale ed anomalo, le banche chiudono gli sportelli giorno dopo giorno, non fanno più prestiti personali e vendono invece prodotti come assicurazioni, cellulari ecc. mentre i prestiti personali, le cessioni del quinto le lasciano fare in gran parte alle finanziarie.

Assistiamo alla concessione di prestiti personali fatte da finanziarie, all’interno della stessa banca. La banca non eroga in prima battuta il finanziamento ma delega tale operazione ad una finanziaria di sua fiducia che richiede al malcapitato cliente, dipendente pubblico o pensionato, gli oneri di intermediazione che si aggirano intorno al 20% del richiesto, oltre naturalmente a tutti quegli altri oneri, quale gli interessi le spese di assicurazione, le spese d’incasso per rata, le spese di istruttoria, ecc. Tutte spese che fatto lievitare il tasso d’interesse in modo esagerato tale da farlo diventare usurario.

In effetti la Legge 108/96 esiste e ci viene incontro, ma non viene rispettarla, perché per farla rispettare il malcapitato cliente deve sapere che esiste l’art.644 de cp.”per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni, a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. Non solo deve sapere anche che esiste l’art. 1815 del c.c. che dice “se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. E poi affidarsi ad uno studio legale e a uno studio commerciale per la perizia.

E’ notizia di questi giorni che un importante Istituto Bancario, presente con i suoi sportelli in tutta Italia, stia portando avanti una smobilitazione considerevole proprio nel ns. territorio. Contatta gran parte dei propri clienti e, garbatamente, suggerisce loro di chiudere la loro posizione di c/c, rapporti anche ultra decennali suggerendo loro un piano di rientro. Non solo suggerisce le modalità di rientro, generalemte al massimo, 24 – 30 mesi e nello stesso tempo suggerisce iltasso, semestrale, “non si capisce perché semestrale, l’importo della rata, e non, non si limita a questo. Suggerisce sempre molto garbatamente che quell’importo rateizzato venga riconosciuto legittimamente, impedendo così al malcapitato cliente di astenersi da qualsiasi azione legale per contestare quel saldo da qualsiasi nullità di calcolo dovesse caso mai sorgere. Non è finita perché, pretende la Banca che il cliente (malcapitato cliente) gli rilasci una cambiale in bianco regolarmente regolarizzata con i bolli adeguati all’importo che ha sottoscritto, a maggior garanzia della sua promissione. Ed ancora, pensando di far cosa gradita al cliente gli presenta un modulo già prestampato, con tutte le promesse di cui sopra. IL MALCAPITATO CLIENTE non deve sudare le sette camicie per ricordarsi di scrivere tutti quei suggerimenti, basta che firmi.

Tutto ciò è intollerabile specie quando si scopre da conteggi a campione, regolarmente documentati, e sottoscritti da professionisti della materia, che in diversi trimestri la Banca ha applicato l’usura.

Voglio precisare che questo non succede solo nel ns. territorio, ma casi analoghi sono strati riscontrati anche in altre regioni d’Italia.

Banca Agricola mi hai Rovinato

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Commerciante ipparino non accetta le dichiarazioni del direttore della Bapr di apertura ai clienti e rivela il suo caso.


Un commerciante di Vittoria si indigna alle dichiarazioni del direttore denerale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, Salvatore Inghilterra. Tutto nasce da un noto fatto di cronaca. Il 3 giugno vengono arrestati per usura dai carabinieri, su disposizione della Procura di Modica, due fratelli pozzallesi e rimane coinvolto nella vicenda anche il direttore della filiale della Bapr di Pozzallo, che secondo l’accusa avrebbe consigliato ai clienti in difficoltà economica le soluzioni dei due strozzini. Spaventato dal danno d’immagine Inghilterra non perde tempo per rilasciare alcune dichiarazioni e negare qualsiasi coinvolgimento della banca: <<La banca è stata fino a stamattina ignara della situazione contestata al proprio dipendente. Sentiamo il bisogno di chiarire che il nostro istituto non era a conoscenza in ordine a quanto notificato al proprio preposto>>.

A far saltare i nervi al commerciante ipparino, ex cliente della banca di ragusa, è stata un’altra parte del’intervista: <<Il nostro ruolo – dichiara il direttore – è proprio quello di impedire la commistione con reati di questo genere. Per di più offriamo ai nostri dipendenti dei percorsi di formazione volti ad attivare la loro responsabilità proprio per impedire che eventi di questo genere possono avverarsi. Noi dobbiamo guidare il cliente verso la migliore soluzione per le varie problematiche ed esigenze che ci presenta>>. Il commerciante proprio non accetta le dichiarazioni di Inghilterra e sbotta: <<Allorquando la manifesta difficoltà nell’attività commerciale viene ad investire l’azienda, il direttore prospetta al malcapitato cliente una soluzione “vantaggiosa, perchè fa risparmiare parecchi interessi”. In effetti, ricorrere ad un mutuo sui beni immobili del cliente, sostituendo di fatto la o le fideiussioni bancarie con una garanzia reale, “l’ipoteca sugli immobili con un importo doppio a quanto dovuto alla banca”, il malcapitato cliente, a sua insaputa si trova in una strada senza sbocco che lo porta diritto o dall’usurario o al fallimento>>.

A rilasciare queste dichiarazioni è il titolare di un negozio a Vittoria, che possedeva altri esercizi commerciali nel resto della provincia dando da mangiare a venti famiglie. Poi l’attività entrò in difficoltà e – da quanto dichiara il commerciante – le banche lo lasciarono al verde calpestando la sua dignità. Oggi, l’uomo è uscito dalle difficoltà in cui si trovava ma non riesce ad accettare come una banca, che dovrebbe considerarsi un posto sacro, possa portarti ad un passo dalle fauci degli usurai.

Nel mio caso specifico, la Banca Agricola Popolare di Ragusa, agenzia di Vittoria, mi consiglia di chiudere il c/c che avevo intestato alla mia ditta, cautelata dalle fideiussioni bancarie personali, per attivare un mutuo fondiario su due appartamenti. L’ipoteca ascrittami era il doppio dell’importo della scopertura del c/c, il valore di mercato dei due appartamenti era il quadruplo del valore della scopertura. Contemporaneamente per farmi continuare a lavorare mi convede più c/c ordinari che avevano funzioni di c/c aziendali, lucrando ingenti interessi esagerati, anatocistici, cms, postergazione e antergazioni di valute e spese di ogni timpo ed anche un prestito al commercio. Dopo pochi anni per coprire il consistente aggravio di interessi e chiudere definitivamente ogni rapporto ho dovuto vendere duemila azioni sempre della stessa banca, detenute fino alla fine della stessa, in garanzia.

Il commerciante ipparino è riuscito a non finire nella mani degli usurai e si avnta di poter camminare a testa alta ma la rabbia non gli è ancora passata:

A distanza di tanti anni posso dire, l’ho scampata bella: sono rimasto al verde, ma non ho dovuto ricorrere all’usuraio, ho conservato l’attività che era nata il 13 giugno del 1931 e proprio oggi compie 80 anni, ma quello che mi onora e mi distingue è che in tanti anni di rapporti con il sistema bancario e creditizio esco con la testa alta e le mani pulite. Vorrei che anche l’avvocato Inghilterra potesse dire lo stesso della “sua” Banca Agricola di Ragusa.

Il commerciante ha alcuni contenziosi aperti con la Banca Agricola popolare di Ragusa e con altre banche della provincia.

23 Luglio 2011 – La Verità

Dietro i numeri, le vite ignorate

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Traina: «Oggi le imprese non possono permettersi di pagare interessi su interessi»

RETROSCENA


L’attività dello sportello per le criticità bancarie e tributarie, nasce dall’esperienza personale di Giovanni Traina. Figlio di calzaturieri dal 1931. Un volume d’affari tra i 5 e i 6 miliardi di vecchie lire l’anno. Negli anni ’90 Giovanni con 800 milioni di scopertura e l’invito a rientrare. Subito. Iniziò un contenzioso. “E ’ il 2004 spiega – quando mi si chiedono 549 mila euro. Mi sono difeso. Sono stati fatti i conteggi e dall’ultima verifica, effettuata da un tecnico nominato dal Tribunale, viene fuori che io non solo non debbo quei soldi alla banca, ma è quest’ultima che deve risarcire me. Aspetto ancora la sentenza”


DAVIDE LA ROSA

Quella delle criticità bancarie è una piaga che ha raggiunto dimensioni sociali importanti. L’avvento della crisi ha portato la piccola e media utenza a rivedere oltre ai conti anche i rapporti bancari. E’ cambiato il rapporto fiduciario ed è come se fosse iniziata una silente battaglia di posizioni. Da una parte gli istituti di credito, dall’altra l’utente. Questo sintetico preambolo, per raccontare l’attività svolta dallo sportello delle criticità bancarie e tributarie, di cui è presidente Giovanni Traina.

Un’avventura la sua – imprenditore del settore delle calzature da generazioni – iniziata nel 2013, quando in seno a Federcontribuenti e in sinergia con il Comune di Vittoria aprì lo sportello pro- prio all’interno dell’ente di via Bixio. La mission? Mediare quell’incrine rapporto tra banche e piccole imprese. “L’inizio di questa avventura – racconta – è stato duro. Nei primi tempi le giornate andavano via senza incontrare nessuno. C’era una sorta di pudore nel venire a raccontare le proprie difficoltà con gli istituti di credito. Abbiamo lavorato molto sulla sensibilizzazione e sugli obiettivi dell’iniziativa. La svolta è arrivata nel luglio del 2014, quando lasciando i locali del Comune che nel frattempo erano stati ridimensionati per necessità interne allo stesso ente comunale, abbiamo deciso insieme ai componenti lo sportello di aprire una sede autonoma. Noi non siamo nati per fare la guerra alle banche. Il nostro compito è diverso. Puntiamo a difendere i cittadini dalle vessazioni bancarie. Da quelle condizioni che trasbordano la legge, con interessi che vanno oltre il consentito. L’anatocismo è stato nei tempi un problema che intere famiglie hanno subito. Il calcolo di interessi su interessi.

“Va compreso che tale disciplina esiste da tempo. Quando l’economia aveva il suo giro, l’utente non avvertiva il peso degli interessi da capogiro. Pagava e andava avanti. Oggi questo – afferma Traina – è impossibile. Oggi le piccole imprese o l’utente che accede ad un prestito personale deve vedere nell’istituto di credito un alleato per andare avanti e crescere. Le “perplessità” sull’anatocismo sono state confermate dalla Cassazione, che per ultimo nel 2014 ha dichiarato come anche per la capitalizzazione degli interessi su base annuale non fosse possibile. Siamo sul territorio e stiamo cercando di andare oltre la ter- ritorialità ipparina. Lo stiamo facendo coinvolgendo il mondo dell’associazio- nismo sindacale e non ed anche il mondo della Chiesa. Di fatto stiamo lavorando per avere uno sportello di ascolto all’interno della Diocesi. Non parliamo solo di numeri, conti correnti ed interes- si che maturano. Dietro questa problematica c’è un aspetto umano che va compreso perché non di secondo ordine”. Esistono famiglie che mettono a rischio la propria solidità e convivenza per problematiche di questo tipo.

Bisogna stargli accanto – afferma Traina – e capire, ascoltare. Puntiamo ad allargare questa rete di ascolto anche perché vogliamo diventare punto di riferimento nel confronto con le banche, con le quali vogliamo colloquiare per provare a trovare una soluzione dove è possibile e verificare i numeri dove è necessario controllarli”.

Domenica 31 Maggio 2015 – La Sicilia

Basta con i numeri spazio alle persone

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L’evento promosso dallo sportello cittadino delle criticità bancarie e tributarie ha messo in luce i contorni di una piaga difficile da sanare: «E ora dobbiamo fare squadra»


GIOVANNA CASCONE

“Ripartire dalla voglia di associazionismo e puntare insieme ad una capacità reale di fare squadra”. E’ il leit motive che ha accompagnato il convegno dedicato all’usura bancaria, organizzato da Giovanni Traina, Presidente dello Sportello delle criticità bancarie e tributaria di Vittoria. Dinanzi ad una platea attenta e copiosa, i relatori hanno avuto la possibilità di sbobinare gli aspetti tecnico giuridici ma anche umani della tematica in oggetto. Al tavolo della presidenza, al fianco di Giovanni Traina, i vari Gianfranco Senia, Roberto Di Napoli e Renato Meli, hanno tracciato un sunto su un argomento che per complessità e delicatezza, meriterebbe una medio lunga serie di seminari. Per Gianfranco Senia, commercialista di professione, l’occasione per accompagnare alle parole un esempio “last minute” riguardante il calcolo di un mutuo bancario. “Dallo stesso – ha spiegato Senia -, a seguito di apposite letture della parte documentale, è semplice scorgere vizi con- trattuali che riportano a difformità nel rapporto mutuario”. Un esempio, quello di Senia, capace di rendere più semplice la comprensione di nozioni prettamente tecniche riguardante un mutuo con interessi da usura. La presenza di Roberto Di Napoli, avvocato e scrittore di testi giuridici, che già dal 2005 puntano a rendere più chiari gli aspetti trattati durante il convegno, ha permesso di rafforzare quel filo di speranza che lo sportello, sin dalla sua nascita ha tracciato. “La mia – ha spiegato Di Napoli – è una storia come tante ce ne sono in giro. Quella dei difficili rapporti bancari è una storia che ho vissuto sulla mia pelle, tramite l’attività di mio padre. Da allora, l’ho fatta mia. L’ho studiata. Oggi, è diventata il mio lavoro. Un unico obiettivo; poter essere d’aiuto in quelle situazioni dove il vizio contrattuale si palesa. Non è una guerra contro il sistema bancario – ha continuato -, ma la volontà di spostare l’attenzione, dai freddi numeri alle persone, alle vite che rischiano di essere sollecitate oltremodo. Iniziative come questa – ha concluso – vanno supportate”. Per Renato Meli, direttore dell’ufficio pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Ragusa, “la riflessione va aperta anche verso una società che vive di un consumismo indotto. Oggi – ha spiegato Meli – viviamo una società che punta all’effimero ed all’acquisto non per utilità ma per tendenza. Si è perso il controllo. E’ importante fare sistema e farlo attraverso associazioni come lo “sportello” che oltre a studiare numeri viziati funge da sportello d’ascolto. L’occasione è stata utile a formalizzare la collaborazione con alcune associazioni del territorio, presenti all’iniziativa. Tra queste la Cna locale e provinciale e l’Associazione Antiracket, rispettivamente rappresentate da Giorgio Stracquadanio, Giuseppe Santocono ed Eliana Giudice. “Preparare questo convegno – ha dichiarato Giovanni Traina – ha richiesto impegno, tempo e lavoro. Non posso che ringraziare i relatori per l’importante apporto consegnato in termini di contenuti. C’è bisogno di fare rete. Come sportello – ha aggiunto – puntiamo a questo. Il rapporto con le banche è impegnativo. La difesa, può avere un riscontro solo se fatta in maniera giusta. Non siamo qui né per andare contro il sistema bancario e né per garantire cosa impossibili da garantire. Vogliamo essere da supporto a quelle realtà im- prenditoriali e non che subiscono vessazioni improprie. Il nostro impegno – ha concluso – è solo all’inizio”.

Martedì 23 Giugno 2015 – La Sicilia

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