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I risultati dello Sportello

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Ecco i risultati dello Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie che, dopo un’attenta analisi di un rapporto di finanziamento e aver mosso le giuste contestazioni, riesce ad ottenere una transazione con abbattimento di oltre il 70% del reclamato dalla finanziaria.

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Questi sono i risultati che quotidianamente riusciamo a dare ai nostri associati e riteniamo corretto darne informazione.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un provvedimento di sospensione dell’esecutività di un mutuo ipotecario Unicredit di 350.000,00 euro reso dal Tribunale di Ragusa.

USURA SERVE MAGGIORE ATTENZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI RAGUSA

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STOP-USURA-BANCARIASiamo estremamente preoccupati per quello che accade presso il Tribunale di Ragusa.

Svariati imprenditori hanno denunciato presso la Procura della Repubblica di Ragusa per usura diversi istituti di credito, supportati da perizie di parte e fiduciosi nella giustizia hanno chiesto che venissero accertati i reati di cui si sentivano vittima.

Molto spesso abbiamo assistito agli appelli delle Istituzioni a denunciare i fenomeni estorsivi e usurai, di converso vediamo una risposta non adeguata delle stesse Istituzioni una volta che vengono chiamate in causa.

E’ di ieri l’ennesimo decreto di archiviazione, questa volta a firma del GIP Dott. Andrea Reale, in merito ad una denuncia di un imprenditore vittoriese contro due istituti di credito per usura bancaria.

Nonostante il CTU incaricato dalla Procura (un ex funzionario della Banca d’Italia – Dott. Scattone) abbia accertato rilevanti sforamenti del tasso soglia usura in due conti corrente ed in un mutuo ipotecario di 350.000,00 euro da parte di due noti istituti bancariall’imprenditore viene negata Giustizia.

Ed anzi, oltre al danno anche la beffa.

Questi istituti infatti hanno azzerato la bancabilità di questa impresa iscrivendola nelle centrali di allarme interbancario. Unico canale di finanziamento per l’impresa rimaneva l’accesso alle agevolazioni previste dalla normativa antiusura, cui aveva fatto richiesta.

Nel momento in cui la Procura e i GIP del Tribunale di Ragusa archiviano tutti i procedimenti penali viene impedito nei fatti agli imprenditori di accedere alle agevolazioni previste dalle normativa antiusura e salta l’ultimo canale legale di accesso al credito.

La CNA di Vittoria e lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie nei prossimi giorni chiederanno un incontro urgente con il Prefetto di Ragusa, con il Presidente del Tribunale di Ragusa e con il Procuratore della Repubblica di Ragusa.

Documento congiunto, segreteria CNA Vittoria e Giovanni Traina presidente dello Sportello delle Criticità bancarie e tributarie

Liberiamo la Città dall’Usura

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 Liberiamo la Città dall’Usura

Lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie di Vittoria svolge la propria attività oramai da anni ed è un osservatore attento di quelle che sono le principali problematiche economiche e di accesso al credito per il tessuto economico di questa Città, ossia la piccola e media impresa, agricola ed artigiana.

Per decenni tanti Istituti di credito hanno lucrato in maniera consistente e tantissime volte illegittimamente sulle nostre imprese, anatocismo ed usura nei conti corrente sono troppo spesso una costante.

Oggi le scelte manageriali sono di chiusura degli sportelli, di rientro delle posizioni di affidamento e di trasformazione degli stessi istituti in erogatori di servizi finanziari. Il tutto unito alla drammatica crisi economica che ha travolto la nostra Città rende la situazione davvero critica, con centinaia di esecuzioni immobiliari in corso.

Un’Amministrazione Comunale deve porsi l’obiettivo di garantire un riequilibrio delle posizioni, sostenere i cittadini in difficoltà economica e che stanno subendo esecuzioni con gli strumenti che la Legge mette a disposizione, ma che ai più sono sconosciuti.

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Il ruolo dello Sportello è fondamentale, con le competenze acquisite si sono ottenuti importanti risultati, sia in sede giudiziale che stragiudiziale.

Per questa ragione intendiamo sottoporre ai Candidati Sindaco queste semplici ma fondamentali proposte amministrative:

  1. Costituzione dell’ente di composizione della crisi (Legge 3/2012 cd Legge salva suicidi) a livello comunale, per permettere la gestione delle crisi di sovraindebitamento e accedere alle procedure previste dalla Legge per bloccare anche le azioni esecutive.

  2. Farsi promotori della costituzione di un osservatorio permanente presso la Prefettura di Ragusa che si riunisca a cadenza mensile o bimestrale per attenzionare tutte le problematiche inerenti alle vessazioni bancarie nei casi concreti che si presenteranno all’attenzione del Comune, con particolar riferimento agli aspetti di maggior allarme sociale, quali ad esempio l’usura.

L’Osservatorio dovrà realizzare una mappatura dell’entità e della configurazione concreta delle vessazioni bancarie e anche dei reati che possano configurarsi nel territorio, attraverso la raccolta di dati da effettuarsi presso il Tribunale di Ragusa.

Individuazione delle principali problematiche di accesso alla Giustizia nei casi di vessazioni bancarie nel territorio ragusano.

  1. L’osservatorio e il Comune dovranno compulsare le Istituzioni, Prefettura, Magistratura Penale e Banca d’Italia ad intervenire quando siano appurate gravi violazioni da parte degli istituti di Credito.

  2. Costituzione di parte civile del Comune in tutti i processi penali che riguardino l’usura BANCARIA.

  3. Costituzione di un fondo di prima emergenza, per i cittadini e le imprese che non possono affrontare le spese di accesso alla Giustizia, attingendo anche ai fondi previsti dalla normativa antiusura L. 44/1999.

  4. Creazione di un numero verde, per la prima gestione e trattazione delle problematiche di aziende e famiglie, che spesso per vergogna non si aprono a ricercare una soluzione al sovraindebitamento.

  5. promozione di incontri formativi con imprese e cittadini per sensibilizzare sui diritti nei rapporti con gli istituti di credito.

Il Presidente Giovanni Traina

Il responsabile organizzativo Dott. Davide Guastella

ECCO COME UNA BANCA PRATICA TASSI D’INTERESSE DEL 69,78%

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Pochi giorni fa si è rivolta allo Sportello un’azienda vittoriese, che ha da circa 13 anni un rapporto con affidamento con una Banca, che oggi chiede il rientro.

La nostra professionalità ci impone di verificare i rapporti bancari prima di iniziare una qualsiasi attività di consiglio e supporto all’azienda.

Quello che fuoriusce dall’analisi dei conti corrente è sconcertante, ed è giusto che l’opinione pubblica vittoriese sia informata di quello che quotidianamente riscontriamo nelle nostre analisi.

Vi mostriamo lo scalare di un estratto conto (I 2008), in cui la Banca ha addebitato 55,07 euro per interessi, 167,85 euro di Commissione di Massimo Scoperto e 73,51 euro di spese.

Una spiacevole prassi bancaria è quella di nascondere dagli scalari trimestrali le spese connesse all’erogazione del credito e ad esempio in costanza di questo rapporto bancario, la Banca ha puntualmente ogni mese addebitato un “canone di gestione conto corrente”, che vi mostriamo in foto, sotto lo scalare.

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L’art. 644 IV co CODICE PENALE è chiarissimo “Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.

Applicando la normativa antiusura viene fuori che in questo trimestre la Banca ha applicato un tasso effettivo globale del 69,78%, che è tasso oltre la soglia d’usura.

Occorre creare una forte opinione pubblica a riguardo e pretendere l’intervento delle Istituzioni, perché tutto ciò non è tollerabile.

Risposte concrete per il territorio

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L’attività dello Sportello delle criticità bancarie e tributarie va avanti in maniera costante.
Nei primi quattro mesi del 2016 abbiamo avuto 150 visite di cittadini, con le più svariate esigenze o richieste.

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Chi conosce il modus operandi dello Sportello sa che noi partiamo da un ragionamento basilare (ma non scontato), se la Banca / finanziaria ci ha prestato delle somme noi le dobbiamo restituire. Certamente quando ci sono anomalie andremo a discutere con questi enti sui tassi d’interesse e sulle modalità che dovranno essere rispettose della dignità umana.

La settimana scorsa siamo riusciti a dare una risposta seria e concreta a due nostri associati.

Queste due persone si sono rivolte a noi perché in difficoltà nei pagamenti delle rate di alcune finanziarie, dopo aver analizzato la loro posizione debitoria, abbiamo individuato alcune anomalie che ci hanno permesso di andare a trattare stragiudizialmente con gli istituti.

Ecco quello che abbiamo ottenuto:

primo finanziamento, allungato l’ammortamento del finanziamento di ben sette anni con una rata più leggera ed ottenuto un tasso complessivo del 3,90% a fronte di un tasso iniziale del 9,40%, facendo risparmiare ben 3.131,00 nonostante un allungamento di 7 anni.

secondo finanziamento, allungato l’ammortamento del finanziamento di ben dieci anni (dal 2018 al 2028) e ottenuto un tasso complessivo dell’1,58% a fronte di un tasso iniziale del 13,55%, facendo risparmiare ben 8.264,00 nonostante un allungamento di 10 anni.

Riuscire a dare risposte è la più grossa soddisfazione per lo Sportello.

L’usura di due specie: Privata e Pubblica.

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Io voglio prendere spunto dalla parola usura. Ebbene dico subito che l’usura può essere di due specie: quella che riguarda il soggetto privato, lo “strozzino”, che presta soldi ad usura e che fa pagare ai suoi clienti tassi altissimi e quella che riguarda il sistema pubblico degli istituti di credito e delle finanziarie.

Per anni, per decenni abbiamo sempre creduto che le banche, anzi i conteggi delle banche per il calcolo degli interessi fossero sempre esatti e immuni da qualsiasi errore. Abbiamo sempre creduto che quanto preteso dalle banche fosse esatto e legale e abbiamo, anzi hanno, i ns. padri nutrito una vera devozione quasi sacrale verso quell’Istituto che assecondava i bisogni della propria azienda e collaborava alla crescita del tessuto socio-economico del territorio. Quindi i loro conteggi erano esatti e legali. Ma da un po’ di tempo a questa parte abbiamo assistito ad una richiesta più incessante e crescente, sempre più onerosa e abbiamo incominciato a sospettare che quei conteggi non fosSero esatti ed immuni da errori. C’è voluta addirittura una legge la 108 nel 1996 a fare un po, di chiarezza e a delineare il limite oltre il quale gli interessi fossero sempre usurari. Alcuni, fra coloro che sospettavano questo sforamento “usurario” hanno iniziato a sommare quanto la banca pretendeva nel gestire un rapporto e hanno scoperto che il tasso d’interesse, sommato alla commissione di massimo scoperto, ad altre spese arbitrariamente pretese e non ultimo l’anatocismo, un inesorabile moltiplicatore degli interessi sugli interessi, conduceva ad un esborso per “interessi” davvero esorbitante, nonché usurario.

Le banche nei prestiti o scoperture di c/c applicano come abbiamo detto un tasso d’interesse espresso in una percentuale annuale. Questo tasso non è uniforme. Al nord, si sconta un tasso d’interesse che è diverso dal sud. Il sud paga un tasso almeno di 3-4 punti più alto del Nord. Al sud, in Sicilia paghiamo un tasso d’interesse più alto di quello della Puglia e della Campania, perché si dice che al sud il rischio delle insolvenze è maggiore che altrove. Ci si nasconde dietro un dito perché le insolvenze (l’effetto) nascono a causa del tasso che è più alto. Tolta la causa si toglie l’effetto (diminuiscono le insolvenze).

Abbiamo detto che l’usura bancaria si nutre di piccola usura ma di una vasta clientela. Basti pensare che in Italia vi sono circa 84 milioni di c/c, sono dati non aggiornati che si riferiscono al 2013. Capite bene che un aumento di 10 Euro per c/c comporta un introito di 8.4 miliardi di Euro per le tre banche che da sole hanno il 54% dì azioni della banca d’Italia. Stiamo parlando di una fetta considerevole di introito annuale. Senza dire che un conto corrente il Italia costa in media 100 euro in più che nel resto degli altri paesi dell’eurozona.

Nel ns. territorio stiamo a vivendo un momento eccezionale ed anomalo, le banche chiudono gli sportelli giorno dopo giorno, non fanno più prestiti personali e vendono invece prodotti come assicurazioni, cellulari ecc. mentre i prestiti personali, le cessioni del quinto le lasciano fare in gran parte alle finanziarie.

Assistiamo alla concessione di prestiti personali fatte da finanziarie, all’interno della stessa banca. La banca non eroga in prima battuta il finanziamento ma delega tale operazione ad una finanziaria di sua fiducia che richiede al malcapitato cliente, dipendente pubblico o pensionato, gli oneri di intermediazione che si aggirano intorno al 20% del richiesto, oltre naturalmente a tutti quegli altri oneri, quale gli interessi le spese di assicurazione, le spese d’incasso per rata, le spese di istruttoria, ecc. Tutte spese che fatto lievitare il tasso d’interesse in modo esagerato tale da farlo diventare usurario.

In effetti la Legge 108/96 esiste e ci viene incontro, ma non viene rispettarla, perché per farla rispettare il malcapitato cliente deve sapere che esiste l’art.644 de cp.”per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni, a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. Non solo deve sapere anche che esiste l’art. 1815 del c.c. che dice “se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. E poi affidarsi ad uno studio legale e a uno studio commerciale per la perizia.

E’ notizia di questi giorni che un importante Istituto Bancario, presente con i suoi sportelli in tutta Italia, stia portando avanti una smobilitazione considerevole proprio nel ns. territorio. Contatta gran parte dei propri clienti e, garbatamente, suggerisce loro di chiudere la loro posizione di c/c, rapporti anche ultra decennali suggerendo loro un piano di rientro. Non solo suggerisce le modalità di rientro, generalemte al massimo, 24 – 30 mesi e nello stesso tempo suggerisce iltasso, semestrale, “non si capisce perché semestrale, l’importo della rata, e non, non si limita a questo. Suggerisce sempre molto garbatamente che quell’importo rateizzato venga riconosciuto legittimamente, impedendo così al malcapitato cliente di astenersi da qualsiasi azione legale per contestare quel saldo da qualsiasi nullità di calcolo dovesse caso mai sorgere. Non è finita perché, pretende la Banca che il cliente (malcapitato cliente) gli rilasci una cambiale in bianco regolarmente regolarizzata con i bolli adeguati all’importo che ha sottoscritto, a maggior garanzia della sua promissione. Ed ancora, pensando di far cosa gradita al cliente gli presenta un modulo già prestampato, con tutte le promesse di cui sopra. IL MALCAPITATO CLIENTE non deve sudare le sette camicie per ricordarsi di scrivere tutti quei suggerimenti, basta che firmi.

Tutto ciò è intollerabile specie quando si scopre da conteggi a campione, regolarmente documentati, e sottoscritti da professionisti della materia, che in diversi trimestri la Banca ha applicato l’usura.

Voglio precisare che questo non succede solo nel ns. territorio, ma casi analoghi sono strati riscontrati anche in altre regioni d’Italia.

Banca Agricola mi hai Rovinato

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Commerciante ipparino non accetta le dichiarazioni del direttore della Bapr di apertura ai clienti e rivela il suo caso.


Un commerciante di Vittoria si indigna alle dichiarazioni del direttore denerale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, Salvatore Inghilterra. Tutto nasce da un noto fatto di cronaca. Il 3 giugno vengono arrestati per usura dai carabinieri, su disposizione della Procura di Modica, due fratelli pozzallesi e rimane coinvolto nella vicenda anche il direttore della filiale della Bapr di Pozzallo, che secondo l’accusa avrebbe consigliato ai clienti in difficoltà economica le soluzioni dei due strozzini. Spaventato dal danno d’immagine Inghilterra non perde tempo per rilasciare alcune dichiarazioni e negare qualsiasi coinvolgimento della banca: <<La banca è stata fino a stamattina ignara della situazione contestata al proprio dipendente. Sentiamo il bisogno di chiarire che il nostro istituto non era a conoscenza in ordine a quanto notificato al proprio preposto>>.

A far saltare i nervi al commerciante ipparino, ex cliente della banca di ragusa, è stata un’altra parte del’intervista: <<Il nostro ruolo – dichiara il direttore – è proprio quello di impedire la commistione con reati di questo genere. Per di più offriamo ai nostri dipendenti dei percorsi di formazione volti ad attivare la loro responsabilità proprio per impedire che eventi di questo genere possono avverarsi. Noi dobbiamo guidare il cliente verso la migliore soluzione per le varie problematiche ed esigenze che ci presenta>>. Il commerciante proprio non accetta le dichiarazioni di Inghilterra e sbotta: <<Allorquando la manifesta difficoltà nell’attività commerciale viene ad investire l’azienda, il direttore prospetta al malcapitato cliente una soluzione “vantaggiosa, perchè fa risparmiare parecchi interessi”. In effetti, ricorrere ad un mutuo sui beni immobili del cliente, sostituendo di fatto la o le fideiussioni bancarie con una garanzia reale, “l’ipoteca sugli immobili con un importo doppio a quanto dovuto alla banca”, il malcapitato cliente, a sua insaputa si trova in una strada senza sbocco che lo porta diritto o dall’usurario o al fallimento>>.

A rilasciare queste dichiarazioni è il titolare di un negozio a Vittoria, che possedeva altri esercizi commerciali nel resto della provincia dando da mangiare a venti famiglie. Poi l’attività entrò in difficoltà e – da quanto dichiara il commerciante – le banche lo lasciarono al verde calpestando la sua dignità. Oggi, l’uomo è uscito dalle difficoltà in cui si trovava ma non riesce ad accettare come una banca, che dovrebbe considerarsi un posto sacro, possa portarti ad un passo dalle fauci degli usurai.

Nel mio caso specifico, la Banca Agricola Popolare di Ragusa, agenzia di Vittoria, mi consiglia di chiudere il c/c che avevo intestato alla mia ditta, cautelata dalle fideiussioni bancarie personali, per attivare un mutuo fondiario su due appartamenti. L’ipoteca ascrittami era il doppio dell’importo della scopertura del c/c, il valore di mercato dei due appartamenti era il quadruplo del valore della scopertura. Contemporaneamente per farmi continuare a lavorare mi convede più c/c ordinari che avevano funzioni di c/c aziendali, lucrando ingenti interessi esagerati, anatocistici, cms, postergazione e antergazioni di valute e spese di ogni timpo ed anche un prestito al commercio. Dopo pochi anni per coprire il consistente aggravio di interessi e chiudere definitivamente ogni rapporto ho dovuto vendere duemila azioni sempre della stessa banca, detenute fino alla fine della stessa, in garanzia.

Il commerciante ipparino è riuscito a non finire nella mani degli usurai e si avnta di poter camminare a testa alta ma la rabbia non gli è ancora passata:

A distanza di tanti anni posso dire, l’ho scampata bella: sono rimasto al verde, ma non ho dovuto ricorrere all’usuraio, ho conservato l’attività che era nata il 13 giugno del 1931 e proprio oggi compie 80 anni, ma quello che mi onora e mi distingue è che in tanti anni di rapporti con il sistema bancario e creditizio esco con la testa alta e le mani pulite. Vorrei che anche l’avvocato Inghilterra potesse dire lo stesso della “sua” Banca Agricola di Ragusa.

Il commerciante ha alcuni contenziosi aperti con la Banca Agricola popolare di Ragusa e con altre banche della provincia.

23 Luglio 2011 – La Verità