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Servizio o Disservizio

per gli organi dirigenziali “Unicredit” nulla quaestio!

In questi giorni arrivano allo “Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie” parecchie istanze di cittadini, associati e non, che lamentano il “disservizio” messo in atto da “UNICREDIT” da qualche tempo in tutto il territorio ragusano. Nella nostra città di Vittoria, in diversi punti strategicamente commerciali, sono stati chiusi gli sportelli di accesso al pubblico, di contro gli sportelli rimasti aperti, dovendo sostenere un carico di lavoro eccessivo, costringono i clienti a interminabili ore d’attesa.

Stupisce che il metodo in uso si sia propagato, a Comiso, Ragusa, Modica, … cioè in tutta la provincia di Ragusa. Sarà forse vero che la provincia di Ragusa sia diventata subalterna alla provincia Siracusa, dove pare sia stato spostato il centro dirigenziale?

Una tale politica è sicuramente  dannosa per il territorio, specie nel comprensorio vittoriese, ove insiste un mercato ortofrutticolo, che ancora oggi è fra i più attivi d’Italia. Non si può invocare una riduzione dei costi creando un disservizio senza precedenti, proprio in un territorio e in una città come Vittoria, che, a memoria dei clienti più anziani, era il fiore all’occhiello di tutta la Sicilia.

Non è nemmeno credibile la tesi che, a causa della crisi, la consistenza dei prestiti sia diminuita, come viene smentita dai dati della Banca d’Italia che assegnano in tutta la Sicilia un irrisorio 0,93% in meno.  Per quanto riguarda i depositi la situazione è capovolta: RAGUSA e provincia + 3,9, contro il – 6,40% di Agrigento, il – 2,16 di Trapani, il -2,20% ecc…….

Bisogna essere attenti e rispettosi delle esigenze del territorio. Dietro ogni “numero”  ci sono persone, ci sono storie di aziende decennali, ci sono famiglie che vivono dell’impiego, c’è una tradizione di anni e anni di lavoro, di sacrifici di tante persone oneste e laboriose che hanno fatto la storia di una Banca UNICREDIT e la storia di tante AZIENDE che hanno elevato socialmente ed economicamente  le sorti di una città come Vittoria e della provincia di Ragusa tutta.

I COSTI DEL DISSERVIZIO

A luglio del 2015 una ns. socia vende dei titoli, pochi per la verità, € 5.000,00 e chiede la chiusura del conto. Il troppo lavoro, in banca, autorizza l’impiegata di turno a rimandare l’operazione. Dopo vari tentativi nei mesi a seguire, finalmente, anche dietro l’intervento della “Associazione” le viene richiesto di pagare la somma di € 272,00. Non è stata una somma veramente esagerata?  Fortunatamente,  questa agenzia di Unicredit non è stata chiusa! Altrimenti i costi per l’utente sarebbero lievitati ulteriormente.

Giovanni Traina

L’usura di due specie: Privata e Pubblica.

disperazione

Io voglio prendere spunto dalla parola usura. Ebbene dico subito che l’usura può essere di due specie: quella che riguarda il soggetto privato, lo “strozzino”, che presta soldi ad usura e che fa pagare ai suoi clienti tassi altissimi e quella che riguarda il sistema pubblico degli istituti di credito e delle finanziarie.

Per anni, per decenni abbiamo sempre creduto che le banche, anzi i conteggi delle banche per il calcolo degli interessi fossero sempre esatti e immuni da qualsiasi errore. Abbiamo sempre creduto che quanto preteso dalle banche fosse esatto e legale e abbiamo, anzi hanno, i ns. padri nutrito una vera devozione quasi sacrale verso quell’Istituto che assecondava i bisogni della propria azienda e collaborava alla crescita del tessuto socio-economico del territorio. Quindi i loro conteggi erano esatti e legali. Ma da un po’ di tempo a questa parte abbiamo assistito ad una richiesta più incessante e crescente, sempre più onerosa e abbiamo incominciato a sospettare che quei conteggi non fosSero esatti ed immuni da errori. C’è voluta addirittura una legge la 108 nel 1996 a fare un po, di chiarezza e a delineare il limite oltre il quale gli interessi fossero sempre usurari. Alcuni, fra coloro che sospettavano questo sforamento “usurario” hanno iniziato a sommare quanto la banca pretendeva nel gestire un rapporto e hanno scoperto che il tasso d’interesse, sommato alla commissione di massimo scoperto, ad altre spese arbitrariamente pretese e non ultimo l’anatocismo, un inesorabile moltiplicatore degli interessi sugli interessi, conduceva ad un esborso per “interessi” davvero esorbitante, nonché usurario.

Le banche nei prestiti o scoperture di c/c applicano come abbiamo detto un tasso d’interesse espresso in una percentuale annuale. Questo tasso non è uniforme. Al nord, si sconta un tasso d’interesse che è diverso dal sud. Il sud paga un tasso almeno di 3-4 punti più alto del Nord. Al sud, in Sicilia paghiamo un tasso d’interesse più alto di quello della Puglia e della Campania, perché si dice che al sud il rischio delle insolvenze è maggiore che altrove. Ci si nasconde dietro un dito perché le insolvenze (l’effetto) nascono a causa del tasso che è più alto. Tolta la causa si toglie l’effetto (diminuiscono le insolvenze).

Abbiamo detto che l’usura bancaria si nutre di piccola usura ma di una vasta clientela. Basti pensare che in Italia vi sono circa 84 milioni di c/c, sono dati non aggiornati che si riferiscono al 2013. Capite bene che un aumento di 10 Euro per c/c comporta un introito di 8.4 miliardi di Euro per le tre banche che da sole hanno il 54% dì azioni della banca d’Italia. Stiamo parlando di una fetta considerevole di introito annuale. Senza dire che un conto corrente il Italia costa in media 100 euro in più che nel resto degli altri paesi dell’eurozona.

Nel ns. territorio stiamo a vivendo un momento eccezionale ed anomalo, le banche chiudono gli sportelli giorno dopo giorno, non fanno più prestiti personali e vendono invece prodotti come assicurazioni, cellulari ecc. mentre i prestiti personali, le cessioni del quinto le lasciano fare in gran parte alle finanziarie.

Assistiamo alla concessione di prestiti personali fatte da finanziarie, all’interno della stessa banca. La banca non eroga in prima battuta il finanziamento ma delega tale operazione ad una finanziaria di sua fiducia che richiede al malcapitato cliente, dipendente pubblico o pensionato, gli oneri di intermediazione che si aggirano intorno al 20% del richiesto, oltre naturalmente a tutti quegli altri oneri, quale gli interessi le spese di assicurazione, le spese d’incasso per rata, le spese di istruttoria, ecc. Tutte spese che fatto lievitare il tasso d’interesse in modo esagerato tale da farlo diventare usurario.

In effetti la Legge 108/96 esiste e ci viene incontro, ma non viene rispettarla, perché per farla rispettare il malcapitato cliente deve sapere che esiste l’art.644 de cp.”per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni, a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. Non solo deve sapere anche che esiste l’art. 1815 del c.c. che dice “se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. E poi affidarsi ad uno studio legale e a uno studio commerciale per la perizia.

E’ notizia di questi giorni che un importante Istituto Bancario, presente con i suoi sportelli in tutta Italia, stia portando avanti una smobilitazione considerevole proprio nel ns. territorio. Contatta gran parte dei propri clienti e, garbatamente, suggerisce loro di chiudere la loro posizione di c/c, rapporti anche ultra decennali suggerendo loro un piano di rientro. Non solo suggerisce le modalità di rientro, generalemte al massimo, 24 – 30 mesi e nello stesso tempo suggerisce iltasso, semestrale, “non si capisce perché semestrale, l’importo della rata, e non, non si limita a questo. Suggerisce sempre molto garbatamente che quell’importo rateizzato venga riconosciuto legittimamente, impedendo così al malcapitato cliente di astenersi da qualsiasi azione legale per contestare quel saldo da qualsiasi nullità di calcolo dovesse caso mai sorgere. Non è finita perché, pretende la Banca che il cliente (malcapitato cliente) gli rilasci una cambiale in bianco regolarmente regolarizzata con i bolli adeguati all’importo che ha sottoscritto, a maggior garanzia della sua promissione. Ed ancora, pensando di far cosa gradita al cliente gli presenta un modulo già prestampato, con tutte le promesse di cui sopra. IL MALCAPITATO CLIENTE non deve sudare le sette camicie per ricordarsi di scrivere tutti quei suggerimenti, basta che firmi.

Tutto ciò è intollerabile specie quando si scopre da conteggi a campione, regolarmente documentati, e sottoscritti da professionisti della materia, che in diversi trimestri la Banca ha applicato l’usura.

Voglio precisare che questo non succede solo nel ns. territorio, ma casi analoghi sono strati riscontrati anche in altre regioni d’Italia.