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USURA BANCARIA – INCONTRO IN PREFETTURA

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Difficoltà di accesso al credito e usura bancaria a Ragusa

Incontro proficuo quello che si è tenuto lunedì 20 novembre alla Prefettura di Ragusa tra la CNA (rappresentata dal presidente territoriale Giuseppe Santocono e dal funzionario Giorgio Stracqudanio) e lo Sportello delle criticità bancarie (rappresentato dall’avv. Davide Guastella e dal presidente Giovanni Traina) da un lato, il Vice Prefetto, dott. Sindona, e il funzionario, dott. Vindigni, dall’altro.

L’incontro richiesto in merito alle problematiche relative ai problemi di bancabilità di diverse imprese, alle denunce per usura bancaria e alle richieste di accesso al fondo antiusura gestito dal Ministero dell’Interno e di quello dei fondi di prevenzione all’usura.

(LEGGI LA TESTIMONIANZA http://www.sportellobancariotributario.it/archives/418 )

In primo luogo, la Prefettura ha dimostrato particolare attenzione a tutte le pratiche inoltrate dagli imprenditori di accesso al fondo e collegate alle denunce per usura depositate presso la Procura della Repubblica di Ragusa.

Il dott. Sindona oltre a ribadire l’importanza delle denunce ha sottolineato come la prefettura verificherà se esistono le condizioni affinché le imprese che hanno fatto per usura bancaria possano comunque accedere ai fondi anti-usura, nonostante le archiviazioni disposte dal Tribunale di Ragusa; in particolar modo in tutti quei procedimenti in cui il Consulente Tecnico D’Ufficio (CTU), nominato dalla Procura, abbia evidenziato nella sua relazione l’esistenza dell’usura stessa.

Le due associazioni, inoltre, hanno chiesto l’istituzione di un osservatorio permanente per la prevenzione dell’usura, come già fatto presso altre realtà territoria (vds Prefettura di Sondrio) e questo non solo per avere uno strumento per analizzare le dimensioni del fenomeno, ma soprattutto per attivare uno strumento capace di dare risposte alle imprese e famiglie interessate da questo problema.

E’ stato ribadito dalla CNA come le diverse imprese che vivono questo problema, non essendo più bancabili, al momento hanno tre vie d’uscita o dichiarare fallimento e avviare la stessa attività in nero oppure rivolgersi agli usurai o peggio ancora mettersi in società con soggetti che devono riciclare denaro di provenienza illecita.

Ed è proprio per evitare fenomeni di grande allarme sociale che lo Sportello ha richiesto che la Prefettura sia parte attiva, attraverso l’osservatorio, all’interno delle procedure attivati dai soggetti che vogliano accedere ai fondi di prevenzione dell’usura.

Si tratta, infatti, di fondi rilevanti previsti dalla L. 108/1996 (circa 25 milioni di euro l’anno) che possono garantire a soggetti non bancabili e addirittura protestati un accesso al credito.

Un noto consorzio fidi del territorio ha a disposizione oltre 1 milione di euro, che non riesce ad utilizzare per il rifiuto delle Banche di erogare finanziamenti nonostante la garanzia dello Stato.

Ed è proprio l’osservatorio della Prefettura che potrebbe garantire il rispetto della Legge e l’accesso a detti fondi.

Le nostre associazioni continueranno a sollecitare le Istituzioni per dare risposte al nostro tessuto sociale ed economico.

 

 

Usura bancaria – la testimonianza

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Abbiamo ricevuto questa testimonianza da parte di un imprenditore vittoriese, che ci ha chiesto di far conoscere la sua storia.
Come associazioni di categoria e osservatorio delle criticità bancarie non possiamo che far nostro questo sfogo e rilanciare il contenuto del nostro precedente comunicato stampa del 6 ottobre. http://www.sportellobancariotributario.it/archives/408

Abbiamo inoltrato quindici giorni fa la pec con la richiesta di incontro a S.E. il Prefetto e siamo fiduciosi che al più presto si possa avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni.

Il ruolo delle associazioni è quello di farsi portavoce del disagio del territorio e del suo tessuto sociale e provare a dare risposte concrete.

CNA comunale di Vittoria

Sportello delle criticità bancarie e tributarie – Vittoria


Sono un piccolo artigiano-imprenditore di Vittoria e lavoro da sempre nel settore edile.

La crisi economica sommata alle difficoltà della serricoltura ha fatto rallentare molto il mio lavoro in questi anni.

Da diverso tempo i pochi lavori che riesco a prendere sono a prezzi troppo bassi, tanti imprenditori infatti hanno deciso di operare totalmente in “nero” e per noi superstiti del lavoro in regola è iniziata una guerra al ribasso. Questo è stato il motivo principale per cui, in attesa di tempi migliori, ho dovuto mantenere la mia attività utilizzando le scoperture che la banca mi ha da tempo accordato.

Non molto tempo fa il direttore mi chiama al cellulare; non posso dimenticare il suo tono e il suo ordine “deve rientrare immediatamente“. Rimango pietrificato.

Non ho quella disponibilità di denaro e devo pagare i fornitori e i miei dipendenti. Mi reco subito in banca per capire come risolvere la situazione.  Dopo una lunga anticamera vengo ricevuto dal direttore, il quale inizia a parlare di rating, valutazioni sullo stato della mia attività e dopo un lungo preambolo di paroloni mi riferisce che i vertici della Banca non mi ritengono più un soggetto affidabile.

Dopo decenni in cui la Banca ha continuato a spremermi trimestre per trimestre ora sono diventato inaffidabile.

Io ribadisco con forza che non ho la disponibilità di quelle somme e il direttore, senza battere ciglio, mi propone un finanziamento. A garanzia dello stesso, però, pretende il rilascio di una cambiale in bianco, firmata da mia moglie e da tutti i miei figli e una rinuncia a qualsivoglia contestazione in sede giudiziaria nei loro confronti. Insospettito dall’insolita richiesta vado via dicendo che devo pensarci.

Esco dalla banca tramortito e mi reco subito alla CNA di Vittoria, la mia associazione di categoria, la quale, dopo aver ascoltato la mia storia, contatta subito lo Sportello delle Criticità Bancarie con cui la stessa associazione collabora prendendomi un appuntamento. Sempre alla CNA di Vittoria mi dicono che devo procurarmi tutti gli estratti conto che la banca mi ha inviato negli anni per farli analizzare dai tecnici dello Sportello. Procuro la documentazione richiesta che verrà esaminata da un esperto contabile.

Dalle verifiche viene fuori che dal 2005 al 2016 i tassi d’interesse che mi venivano applicati sul fido, in quasi tutti i trimestri sforavano la soglia di usura.
Avevo pagato molti più soldi i rispetto a quanti oggi la banca me ne chiede indietro, addirittura è la Banca ad essere debitrice nei miei confronti.

Comprendo allora perché la Banca pretendesse una cambiale in bianco e una firma di rinuncia all’esercizio di ogni azione nei loro confronti, erano consapevoli che nei conti ci fossero degli errori.

A quel punto mi rimanevano due strade: accettare l’accordo propostomi dalla banca oppure contestare la richiesta, denunciare l’istituto di credito e avviare l’accesso per il fondo antiusura. Scelgo la seconda.

Seguito dai legali dello sportello presento la denuncia presso la Procura della Repubblica di Ragusa e alla stessa allego i conteggi dove si evidenzia l’usura e nel frattempo faccio richiesta di accesso al fondo antiusura presso la Prefettura di Ragusa. A seguito di ciò la Procura nomina un Consulente Tecnico D’Ufficio (CTU) il quale nella sua relazione evidenzia che effettivamente c’è usura, le somme sono inferiori rispetto al conteggio dello sportello ma l’usura c’è.

Difronte a questa evidenza, il PM richiede l’archiviazione della denuncia e mi risponde che posso far valere le mie doglianze in sede civile, il giudice per le indagini preliminari, nonostante la mia opposizione, cosa fa? DISPONE L’ARCHIVIAZIONE.

Resto pietrificato come quando ho ricevuto la chiamata del direttore di Banca che mi ordinava di rientrare.

Ho avuto la forza e il coraggio di reagire legalmente ad un sopruso subito, avevo voglia e necessità di giustizia di fronte ad un abuso evidente, ma tutto è stato mortificato e dissolto da un’archiviazione. La rabbia è tanta e tale che il pianto che ne scaturisce non ha nulla di liberatorio ma è il verdetto peggiore verso le istituzioni di questo paese.

Non voglio fare generalizzazioni, ed è giusto dire che non tutte le Procure in Italia affrontano il problema nello stesso modo, ma esiste un problema e va affrontato a tutti i livelli.

Oggi la mia impresa è nella condizione peggiore che mi potesse capitare: sono segnalato alla centrale rischi finanziari (CRIF), non posso accedere ai fondi antiusura, pur essendo un usurato.

Non sono più bancabile. Non ho liquidità. Non posso più lavorare. Mi sono rimasti accanto la mia associazione di categoria la CNA e lo Sportello delle criticità bancarie, a cui ho affidato la mia storia. Loro mi sono stati vicini sin dal primo momento e quotidianamente sono costretti ad affrontare decine di storie come la mia.

Ho solo interrogativi in testa….. come devo continuare a svolgere l’unica attività che riesco a fare? Chiudo tutto e opero in nero? Oppure devo chiedere “aiuto” ad un usuraio? Oppure mi metto accanto un socio occulto che ha capitali da riciclare?

Lo devo confessare, al momento, non riesco a trovare risposte.


I risultati dello Sportello

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Ecco i risultati dello Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie che, dopo un’attenta analisi di un rapporto di finanziamento e aver mosso le giuste contestazioni, riesce ad ottenere una transazione con abbattimento di oltre il 70% del reclamato dalla finanziaria.

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Questi sono i risultati che quotidianamente riusciamo a dare ai nostri associati e riteniamo corretto darne informazione.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un provvedimento di sospensione dell’esecutività di un mutuo ipotecario Unicredit di 350.000,00 euro reso dal Tribunale di Ragusa.

USURA SERVE MAGGIORE ATTENZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI RAGUSA

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STOP-USURA-BANCARIASiamo estremamente preoccupati per quello che accade presso il Tribunale di Ragusa.

Svariati imprenditori hanno denunciato presso la Procura della Repubblica di Ragusa per usura diversi istituti di credito, supportati da perizie di parte e fiduciosi nella giustizia hanno chiesto che venissero accertati i reati di cui si sentivano vittima.

Molto spesso abbiamo assistito agli appelli delle Istituzioni a denunciare i fenomeni estorsivi e usurai, di converso vediamo una risposta non adeguata delle stesse Istituzioni una volta che vengono chiamate in causa.

E’ di ieri l’ennesimo decreto di archiviazione, questa volta a firma del GIP Dott. Andrea Reale, in merito ad una denuncia di un imprenditore vittoriese contro due istituti di credito per usura bancaria.

Nonostante il CTU incaricato dalla Procura (un ex funzionario della Banca d’Italia – Dott. Scattone) abbia accertato rilevanti sforamenti del tasso soglia usura in due conti corrente ed in un mutuo ipotecario di 350.000,00 euro da parte di due noti istituti bancariall’imprenditore viene negata Giustizia.

Ed anzi, oltre al danno anche la beffa.

Questi istituti infatti hanno azzerato la bancabilità di questa impresa iscrivendola nelle centrali di allarme interbancario. Unico canale di finanziamento per l’impresa rimaneva l’accesso alle agevolazioni previste dalla normativa antiusura, cui aveva fatto richiesta.

Nel momento in cui la Procura e i GIP del Tribunale di Ragusa archiviano tutti i procedimenti penali viene impedito nei fatti agli imprenditori di accedere alle agevolazioni previste dalle normativa antiusura e salta l’ultimo canale legale di accesso al credito.

La CNA di Vittoria e lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie nei prossimi giorni chiederanno un incontro urgente con il Prefetto di Ragusa, con il Presidente del Tribunale di Ragusa e con il Procuratore della Repubblica di Ragusa.

Documento congiunto, segreteria CNA Vittoria e Giovanni Traina presidente dello Sportello delle Criticità bancarie e tributarie

Piano del consumatore ed esdebitazione a Ragusa

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La composizione della crisi da sovraindebitamento è uno strumento con potenzialità enormi e che in tantissimi casi rappresenta l’unica soluzione a situazioni di indebitamento rilevanti per famiglie e imprese.

Lo Sportello crede convintamente in questo strumento e ha tentato di sensibilizzare il Comune di Vittoria a farsi promotore della costituzione dell’Organismo di composizione della crisi sin dal mese di maggio 2016. http://www.sportellobancariotributario.it/archives/229
Purtroppo finiti i clamori della campagna elettorale, con tutti i candidati che sottoscrivevano il nostro protocollo d’intesa, alle promesse non è mai seguito un interessamento.

Il 21 marzo si terrà presso la sede dell’ordine dei Commercialisti di Ragusa un convegno sulla composizione della crisi da sovraindebitamento e sulla pregevole iniziativa dell’ordine dei commercialisti di costituire autonomamente l’Organismo di composizione della Crisi.
Ringrazio il Dott. Maurizio Attinelli, presidente dell’Ordine, per l’invito e proverò a dare un contributo sulla base dell’esperienza dello Sportello delle criticità bancarie e tributarie che quotidianamente si confronta con gli effetti della crisi su famiglie e imprese della nostra provincia.
Avv. Davide Guastella, responsabile organizzativo Sportello Criticità bancarie e tributarie

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BAPR il disagio degli azionisti prosegue

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Lo Sportello delle criticità bancarie e tributarie segue da quasi un anno le problematiche legate alle banche popolari, a seguito dell’approvazione del c.d. bail in e alle notorie vicende di disastri creati da alcune di esse a danno dei risparmiatori.

In Italia ci sono circa 580 mila risparmiatori che hanno investito sui titoli delle banche popolari (istituti non quotati) e il valore dei loro investimenti al 31 dicembre 2015 veniva valutato in complessivi 16,2 miliardi di euro nei bilanci delle stesse banche.

Le valutazioni di questi titoli appaiono quantomeno generose se comparate a quelle di istituti quotati e la dimostrazione è data dal fatto che tutti vogliono vendere, ma pochissimi comprano.

Storicamente questi strumenti essendo proposte dallo stesso ente emittente hanno scontato un conflitto d’interesse nel collocamento e in molti casi i piccoli risparmiatori non hanno potuto valutare l’adeguatezza dell’investimento.

A ciò si aggiunga la notoria crisi dell’intero sistema bancario italiano e l’aumento delle “sofferenze bancarie” per portare Istituti storicamente più solidi in difficoltà.

E’ un dato di fatto che le piccole banche a dimensione territoriale e a gestione quasi familiare vivono la non economicità della propria attività, con costi di gestione elevati e non competitivi con i grandi gruppi e margini di interesse che si riducono.

A luglio del 2016 abbiamo pubblicato un documento sulla questione degli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Diversi nostri associati, infatti, riscontravano difficoltà nel disinvestimento dei titoli.

L’azione ordinaria BAPR (strumento finanziario emesso dalla stessa BAPR e non quotato in mercato regolamentato) in passato veniva ricollocata in pochi giorni lavorativi, consentendo la restituzione pressoché immediata del controvalore in denaro all’azionista.

Il rapporto stretto con il territorio permetteva alla banca di ricevere tanta fiducia dai cittadini / risparmiatori, che vedevano la presenza dell’Istituto in funzione di garanzia del loro investimento, portandoli, talvolta, a sorvolare sul rischio connesso all’acquisto di strumenti finanziari illiquidi.

Al 31.12.2015 Banca Agricola contava su ben 18.520 azionisti.

Già a luglio denunciavamo il fatto che lo strumento viveva una crisi strutturale (per le procedure) e di liquidità e richedevamo chiarimenti ai vertici dell’istituto. Richieste che, però, rimanevano prive di alcun riscontro.

I vertici della Banca hanno scelto una strategia comunicativa tutta improntata sulla solidità dell’istituto e sullo stretto rapporto con il territorio, che di certo non risolve il disagio di chi vuole disinvestire. 

Appare opportuno ricordare che la solidità di BAPR è legata indissolubilmente alla grande fiducia che le famiglie e le imprese della nostra provincia hanno dato ad un istituto che ha lucrato con la propria attività economica. La Banca, pertanto, deve ringraziare il territorio e i priccoli azionisti / soci e questo non è un elemento secondario.

Gli strumenti messi in campo dai vertici della Banca nell’ultimo anno si sono dimostrati assolutamente inadeguati.

Il numero delle richieste di vendita è aumentato e hanno fatto scalpore mediatico le file davanti alle filiali nella notte del 4 gennaio.

Su diverse testate giornalistiche locali abbiamo letto che la situazione è legata ad un isterismo ingiustificato, come Sportello non possiamo accettare una ricostruzione così sfacciatamente semplicistica e priva di approfondimento.

Torniamo a denunciare che la una procedura imposta agli azionisti per la vendita degli strumenti finanziari appare poco rispettosa per gli azionisti che hanno finanziato la Banca e soprattutto del tutto inadeguata nel nuovo contesto che si è creato.

Nell’era delle nuove tecnologie appare assurdo costringere le persone a reiterare con la presenza allo sportello la richiesta di vendita.

Inoltre, i vertici di BAPR devono chiarire se si stanno studiando soluzioni per rendere più liquide le azioni inserendo gli strumenti in sistemi multilaterali di negoziazione (come ad esempio HI-MTF). Diverse Banche popolari si stanno muovendo in questa direzione, che è quella indicata dalla Consob in una “raccomandazione” di alcuni mesi fa.

Da ultimo, sarebbe opportuno chiarire come verranno utilizzate le riserve di bilancio per il riacquisto di azioni proprie, vista l’elevata richiesta di vendere riteniamo indispensabile concordare con gli azionisti le modalità di utilizzo di tali riserve.

Come Sportello delle Criticità bancarie e tributarie continueremo a monitorare attentamente la situazione, pretendendo chiarezza e trasparenza dai vertici di BAPR.

Lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie ha la sua sede operativa nel territorio di Ragusa, nella città di Vittoria, in via Principe Umberto n. 160.

La Procura concede la sospensiva antiusura ad un associato dello Sportello

Il lavoro dello Sportello delle criticità bancarie e tributarie va avanti inesorabilmente e nei giorni scorsi è stato ottenuto un risultato importantissimo per un piccolo imprenditore vittoriese, nostro associato, che ha denunciato penalmente per usura un noto istituto di Credito.

Il sostituto Procuratore della Repubblica, Dott. Gaetano Scollo ha disposto la sospensione, ai sensi della Legge 44 del 1999, degli adempimenti amministrativi e del pagamento dei ratei, interessi e competenze di un rapporto bancario con un altro istituto di credito per 300 giorni, nonché la proroga dei termini di scadenza di tutti gli adempimenti fiscali per la durata di tre anni.   

Il Sostituto Procuratore ritenendo degna di tutela la posizione del querelante ha concesso il provvedimento di sospensiva previsto dalla L. 44/99.

Speriamo che a breve si possa celebrare il processo penale, nel quale lo Sportello si costituirà parte civile.

Senza grossi clamori mediatici e con la costanza di un lavoro sociale nel territorio, stiamo dimostrando che questo territorio e il suo tessuto sociale può essere tutelato nelle opportune sedi giudiziarie dalle vessazioni bancarie

Avv. Davide Guastella, responsabile organizzativo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie

 

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BAPR e il disagio degli azionisti

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Negli ultimi mesi le Banche sono state al centro delle cronache nazionali per la notoria crisi economica, il nuovo scenario normativo del c.d. bail in e alcuni disastri ai danni dei risparmiatori combinati da un paio di esse.

In questa situazione di estrema incertezza, purtroppo, anche Istituti storicamente più solidi si sono trovati in difficoltà.

Le piccole banche a dimensione territoriale vivono la non economicità della propria attività, con costi di gestione elevati e non competitivi con i grandi gruppi e margini di interesse che si riducono vista anche la politica monetaria europea.

Sono aumentate le c.d. “sofferenze bancarie” e paradossalmente la montagna di liquidità immessa dalla BCE non può essere riversata nel circuito dell’economia reale.

In passato, tanti Istituti si sono finanziati facendo leva sui principi del mutualismo e hanno collocato tra il pubblico strumenti finanziari emessi da loro stessi (azioni, obbligazioni subordinate e non) non quotati in mercati regolamentati.

Il rapporto stretto con il territorio ha permesso di ricevere tanta fiducia dai cittadini/risparmiatori, che vedevano la presenza dell’Istituto in funzione di garanzia del loro investimento, portandoli, talvolta, a sorvolare sul rischio connesso all’acquisto di strumenti finanziari.

A fronte di un quadro molto incerto molti risparmiatori, visti anche gli accadimenti di cronaca, si sono chiesti se fosse ancora il caso di dare fiducia al settore bancario finanziandone direttamente l’attività nella posizione di soci o obbligazionisti degli istituti stessi.

Stiamo seguendo da alcuni mesi la situazione di alcuni nostri associati che sono azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

L’azione ordinaria BAPR (strumento finanziario emesso dalla stessa BAPR e non quotato in mercato regolamentato) in passato veniva ricollocata in pochi giorni lavorativi, consentendo la restituzione pressoché immediata del controvalore in denaro all’azionista.

Oggi, però, lo strumento vive una crisi strutturale (per le procedure) e di liquidità.

Diversi azionisti hanno deciso negli ultimi mesi di vendere tali strumenti finanziari, in virtù dello scenario prima descritto o anche solo per la necessità di liquidità, e si sono confrontati con una situazione che non immaginavano.

La B.A.P.R. non può acquistare direttamente le proprie azioni avendo esaurito le riserve di bilancio dedicate e nel mercato secondario (non regolamentato) non vi è una congrua domanda di acquisto che soddisfi quella di vendita.

L’assemblea straordinaria degli azionisti tenutasi il 26 giugno a Ragusa è stata un occasione di confronto tra i vertici della Banca e gli stessi azionisti.

Mentre i vertici della Banca hanno dipinto una situazione normale, le problematiche sono tante e vengono vissute con forte disagio dagli azionisti.

In primo luogo la una procedura imposta agli azionisti per la vendita degli strumenti finanziari appare poco rispettosa per gli azionisti che hanno finanziato la Banca e soprattutto del tutto inadeguata nel nuovo contesto che si è creato.

Le principali criticità sono essenzialmente:

1. la necessità di reiterare con la presenza  allo sportello ogni primo del mese la richiesta di vendita che è comunque limitata a n. 200 azioni per persona;

2. il criterio esclusivamente cronologico di tale procedura, che ha comportato ad esempio il I di luglio file già dalla notte davanti alle agenzie per essere i primi a protocollare la richiesta e tensioni tra gli azionisti e i funzionari delle filiali;

3. la mancanza di indicazioni su eventuali iniziative straordinarie per fronteggiare tale situazione e che potrebbero tradursi nell’utilizzo delle riserve patrimoniali per il riacquisto di azioni proprie. Eventuali azioni di questa portata vanno naturalmente autorizzate da tutti gli organi di vigilanza, Banca d’Italia in primis.

Come Sportello delle Criticità bancarie e tributarie abbiamo deciso di mettere in piedi un punto di ascolto degli azionisti BAPR e monitoriamo attentamente la situazione.
Vogliamo creare una rete di contatto con gli azionisti, che porti a proposte concrete per affrontare la vicenda e pretendere chiarezza e trasparenza dai vertici di BAPR.

Lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie ha la sua sede operativa nel territorio di Ragusa, nella città di Vittoria, in via Principe Umberto n. 160.

 

il nostro contatto mail è sportellocontribuente@gmail.com

siamo anche su facebook: Sportello delle criticità bancarie e tributarie 

Liberiamo la Città dall’Usura

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 Liberiamo la Città dall’Usura

Lo Sportello delle Criticità Bancarie e Tributarie di Vittoria svolge la propria attività oramai da anni ed è un osservatore attento di quelle che sono le principali problematiche economiche e di accesso al credito per il tessuto economico di questa Città, ossia la piccola e media impresa, agricola ed artigiana.

Per decenni tanti Istituti di credito hanno lucrato in maniera consistente e tantissime volte illegittimamente sulle nostre imprese, anatocismo ed usura nei conti corrente sono troppo spesso una costante.

Oggi le scelte manageriali sono di chiusura degli sportelli, di rientro delle posizioni di affidamento e di trasformazione degli stessi istituti in erogatori di servizi finanziari. Il tutto unito alla drammatica crisi economica che ha travolto la nostra Città rende la situazione davvero critica, con centinaia di esecuzioni immobiliari in corso.

Un’Amministrazione Comunale deve porsi l’obiettivo di garantire un riequilibrio delle posizioni, sostenere i cittadini in difficoltà economica e che stanno subendo esecuzioni con gli strumenti che la Legge mette a disposizione, ma che ai più sono sconosciuti.

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Il ruolo dello Sportello è fondamentale, con le competenze acquisite si sono ottenuti importanti risultati, sia in sede giudiziale che stragiudiziale.

Per questa ragione intendiamo sottoporre ai Candidati Sindaco queste semplici ma fondamentali proposte amministrative:

  1. Costituzione dell’ente di composizione della crisi (Legge 3/2012 cd Legge salva suicidi) a livello comunale, per permettere la gestione delle crisi di sovraindebitamento e accedere alle procedure previste dalla Legge per bloccare anche le azioni esecutive.

  2. Farsi promotori della costituzione di un osservatorio permanente presso la Prefettura di Ragusa che si riunisca a cadenza mensile o bimestrale per attenzionare tutte le problematiche inerenti alle vessazioni bancarie nei casi concreti che si presenteranno all’attenzione del Comune, con particolar riferimento agli aspetti di maggior allarme sociale, quali ad esempio l’usura.

L’Osservatorio dovrà realizzare una mappatura dell’entità e della configurazione concreta delle vessazioni bancarie e anche dei reati che possano configurarsi nel territorio, attraverso la raccolta di dati da effettuarsi presso il Tribunale di Ragusa.

Individuazione delle principali problematiche di accesso alla Giustizia nei casi di vessazioni bancarie nel territorio ragusano.

  1. L’osservatorio e il Comune dovranno compulsare le Istituzioni, Prefettura, Magistratura Penale e Banca d’Italia ad intervenire quando siano appurate gravi violazioni da parte degli istituti di Credito.

  2. Costituzione di parte civile del Comune in tutti i processi penali che riguardino l’usura BANCARIA.

  3. Costituzione di un fondo di prima emergenza, per i cittadini e le imprese che non possono affrontare le spese di accesso alla Giustizia, attingendo anche ai fondi previsti dalla normativa antiusura L. 44/1999.

  4. Creazione di un numero verde, per la prima gestione e trattazione delle problematiche di aziende e famiglie, che spesso per vergogna non si aprono a ricercare una soluzione al sovraindebitamento.

  5. promozione di incontri formativi con imprese e cittadini per sensibilizzare sui diritti nei rapporti con gli istituti di credito.

Il Presidente Giovanni Traina

Il responsabile organizzativo Dott. Davide Guastella

ECCO COME UNA BANCA PRATICA TASSI D’INTERESSE DEL 69,78%

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Pochi giorni fa si è rivolta allo Sportello un’azienda vittoriese, che ha da circa 13 anni un rapporto con affidamento con una Banca, che oggi chiede il rientro.

La nostra professionalità ci impone di verificare i rapporti bancari prima di iniziare una qualsiasi attività di consiglio e supporto all’azienda.

Quello che fuoriusce dall’analisi dei conti corrente è sconcertante, ed è giusto che l’opinione pubblica vittoriese sia informata di quello che quotidianamente riscontriamo nelle nostre analisi.

Vi mostriamo lo scalare di un estratto conto (I 2008), in cui la Banca ha addebitato 55,07 euro per interessi, 167,85 euro di Commissione di Massimo Scoperto e 73,51 euro di spese.

Una spiacevole prassi bancaria è quella di nascondere dagli scalari trimestrali le spese connesse all’erogazione del credito e ad esempio in costanza di questo rapporto bancario, la Banca ha puntualmente ogni mese addebitato un “canone di gestione conto corrente”, che vi mostriamo in foto, sotto lo scalare.

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L’art. 644 IV co CODICE PENALE è chiarissimo “Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.

Applicando la normativa antiusura viene fuori che in questo trimestre la Banca ha applicato un tasso effettivo globale del 69,78%, che è tasso oltre la soglia d’usura.

Occorre creare una forte opinione pubblica a riguardo e pretendere l’intervento delle Istituzioni, perché tutto ciò non è tollerabile.

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